RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALLE IMPRESE:
nuove regole e strumenti per le PMI
Il nuovo decreto sul riordino degli incentivi ridisegna il sistema delle agevolazioni per le imprese: quattro misure vengono soppresse, mentre il Fondo per la crescita sostenibile assume un ruolo sempre più centrale.
Dal 18 agosto 2026 è entrato in vigore il nuovo riordino degli incentivi alle imprese, previsto dal Decreto Legislativo 26 giugno 2026, n. 138, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026.
Il provvedimento interviene sul sistema nazionale delle agevolazioni con l’obiettivo di ridurre la frammentazione degli strumenti e rendere più organica l’offerta degli incentivi pubblici.
La riforma prosegue il percorso già avviato con il Codice degli incentivi e punta a concentrare progressivamente gli interventi su un numero più limitato di strumenti.
Per le imprese, quindi, non si tratta di una riduzione generalizzata delle opportunità di finanziamento, ma di una riorganizzazione del sistema degli incentivi, che interesserà anche la struttura e la programmazione dei futuri bandi.
Quali incentivi vengono soppressi dal 18 agosto 2026?
Il decreto dispone la soppressione di quattro misure agevolative:
- Voucher per l’internazionalizzazione – TEM, dedicato all’inserimento temporaneo in azienda di Temporary Export Manager con competenze digitali;
- credito d’imposta per l’acquisto di materiali di recupero;
- credito d’imposta sui prodotti da riciclo e riuso;
- misure finanziate attraverso il Fondo rotativo nazionale per il self-employment.
Per queste misure il decreto non individua strumenti sostitutivi diretti.
Un aspetto importante riguarda, però, le domande già avviate prima dell’entrata in vigore del decreto: la disciplina transitoria prevede che i procedimenti già avviati proseguano secondo le disposizioni precedenti fino alla loro conclusione.Cap rappresentano quindi una fascia intermedia tra le PMI, che occupano meno di 250 dipendenti, e le grandi imprese.
Come cambia il sistema degli incentivi MIMIT
Uno degli elementi centrali della riforma riguarda la razionalizzazione degli incentivi di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Il nuovo assetto individua alcuni strumenti principali attorno ai quali organizzare gli interventi:
- Fondo per la crescita sostenibile;
- Fondo di garanzia per le PMI;
- Fondo di sostegno al venture capital;
- Nuova Sabatini;
- Strumenti dedicati al settore aerospaziale.
Tra questi, il Fondo per la crescita sostenibile è destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nella nuova organizzazione delle agevolazioni.
Il Fondo sarà articolato in differenti aree di intervento dedicate, tra l’altro, a ricerca, sviluppo e innovazione, startup, investimenti produttivi per la transizione verde e digitale, accesso al credito e mercato dei capitali.
L’obiettivo è passare progressivamente da una pluralità di misure separate a un sistema maggiormente organizzato attraverso bandi tematici e discipline quadro.
Cosa significa il riordino degli incentivi per le imprese?
La direzione indicata dalla riforma è quella di un sistema di agevolazioni alle imprese più concentrato e meno frammentato, nel quale un numero più limitato di strumenti dovrebbe coprire differenti tipologie di investimento.
Molto dipenderà, tuttavia, dai successivi provvedimenti attuativi e dalla struttura dei nuovi bandi: saranno infatti requisiti, spese ammissibili, intensità delle agevolazioni, criteri di valutazione e tempistiche a determinare l’effettiva accessibilità delle misure per le imprese.
Per le PMI che stanno programmando nuovi investimenti diventa quindi ancora più importante valutare preventivamente il progetto e individuare gli strumenti agevolativi effettivamente compatibili, senza basarsi esclusivamente sull’esistenza di una singola misura.
Quali agevolazioni possono finanziare i tuoi prossimi investimenti?
Il sistema della finanza agevolata è in continua evoluzione e il riordino degli incentivi introduce un ulteriore cambiamento nel quadro delle opportunità disponibili per le imprese.
Pigreco Consulting supporta le aziende nell’individuazione delle agevolazioni più coerenti con i propri programmi di investimento, verificando requisiti, spese ammissibili e condizioni di accesso.
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