Per gli investimenti in beni indicati nell’Allegato B legge 232/16,ovvero beni immateriali –software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni effettuati:
Sono agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni di cui al predetto Allegato B mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.
La Legge di Bilancio 2025 ha abrogato il Credito d’Imposta Software 4.0 per il 2025. L’agevolazione termina di fatto al 31/12/2024 spettando così solo agli investimenti effettuati entro tale data, ovvero entro il 30/06/2025 a condizione che entro la data del 31/12/2024 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese residenti in Italia, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito. Il beneficio può essere usufruito anche dai soggetti che adottano regimi forfetari di determinazione del reddito.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel mod. F24 in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno in cui è avvenuta l’interconnessione. Esso non concorre alla formazione del REDDITO di impresa e della base imponibile IRAP.
Per tutti gli investimenti 4.0 è consigliata una perizia asseverata o attestazione tecnica correlata da analisi tecnica attestante che il bene possieda tutte le caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui al richiamato allegato B. La perizia tecnica asseverata o l’attestazione sono obbligatorie per investimenti il cui costo unitario è superiore a 300.000€.