RATING DI LEGALITÀ: cos’è, come funziona e perché è strategico per accedere alle agevolazioni

RATING DI LEGALITÀ:

cos’è, come funziona e perché è strategico per accedere alle agevolazioni

Il Rating di legalità è un indicatore attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che misura il livello di affidabilità, trasparenza e rispetto delle normative da parte delle imprese.

Negli ultimi anni è diventato uno strumento sempre più rilevante per le aziende, non solo sotto il profilo reputazionale ma anche operativo. Ottenere il Rating significa infatti migliorare il proprio posizionamento nei confronti di banche, enti pubblici e partner commerciali, facilitando l’accesso al credito e aumentando le opportunità di ottenere agevolazioni.

In concreto, il Rating premia le imprese che dimostrano una gestione corretta e strutturata, valorizzando comportamenti virtuosi sia sul piano amministrativo che organizzativo.

In particolare, le imprese con Rating possono beneficiare di:

  • condizioni migliorative nell’accesso al credito
  • punteggi aggiuntivi nei bandi e nelle graduatorie
  • maggiore rapidità nei processi istruttori
  • un rafforzamento complessivo della propria affidabilità sul mercato

Il Rating di legalità è espresso attraverso un sistema progressivo che va da una a tre stelle, con la possibilità di incrementare il punteggio tramite requisiti premiali. L’impresa ottiene una stella (★) se rispetta tutti i requisiti base previsti dal regolamento AGCM. A questo punteggio iniziale possono essere aggiunti dei “+”, attribuiti al soddisfacimento di ulteriori requisiti di affidabilità e trasparenza. Ogni requisito aggiuntivo consente di ottenere un “+”. Al raggiungimento di tre “+”, questi si trasformano in una stella aggiuntiva.

Il sistema si articola quindi nel seguente modo:

  • ★ → requisiti minimi soddisfatti
  • ★ + → primo livello premiale
  • ★ ++ → secondo livello premiale
  • ★★★ → punteggio massimo raggiungibile

I requisiti che consentono di ottenere i “+” riguardano, ad esempio, l’adozione di strumenti di compliance, sistemi di tracciabilità dei pagamenti, modelli organizzativi e comportamenti aziendali virtuosi…

La richiesta del Rating avviene esclusivamente in modalità telematica tramite il portale dell’AGCM. Si tratta di una procedura basata su autodichiarazioni, ma soggetta a verifiche da parte dell’Autorità.

Possono presentare domanda le imprese che rispettano alcuni requisiti fondamentali, tra cui:

  • sede operativa in Italia
  • fatturato minimo pari a 2 milioni di euro
  • iscrizione al Registro delle Imprese da almeno 2 anni
  • assenza di provvedimenti o condanne rilevanti

Una volta inviata la domanda, l’AGCM procede con le verifiche e, in caso di esito positivo, attribuisce il punteggio.

È importante sottolineare che, pur trattandosi di una procedura apparentemente semplice, la corretta impostazione della richiesta è determinante per massimizzare il punteggio ottenibile.

Per chi investe e utilizza strumenti di finanza agevolata, il Rating diventa quindi una leva strategica da attivare in anticipo.

Sempre più bandi pubblici e strumenti di incentivazione prevedono infatti criteri premiali legati al possesso del Rating. Questo significa che, a parità di progetto, un’impresa con Rating ha maggiori probabilità di ottenere il contributo.

In concreto, il Rating può tradursi in:

  • punteggi aggiuntivi in fase di valutazione
  • priorità nelle graduatorie
  • accesso a condizioni economiche più favorevoli
  • maggiore credibilità nei confronti degli enti finanziatori

In un contesto competitivo, dove le risorse sono limitate, questi elementi possono fare la differenza tra un progetto approvato e uno escluso.

Dal 16 marzo 2026 è entrato in vigore il nuovo Regolamento AGCM sul Rating di legalità, che sostituisce integralmente la disciplina precedente del 2020 e introduce modifiche strutturali rilevanti.

La novità più significativa riguarda la durata del Rating, che passa da 2 a 3 anni per i rating rilasciati o rinnovati dal 16 marzo 2026; di conseguenza, tutti i Rating attribuiti a partire da tale data hanno validità triennale.

Oltre alla durata, il nuovo Regolamento interviene su diversi aspetti chiave:

  • viene riorganizzata in modo organico la disciplina dei motivi ostativi, rendendo più chiari e strutturati i casi che impediscono l’ottenimento del Rating
  • viene ampliato il perimetro dei soggetti rilevanti, estendendo le verifiche anche a figure collegate all’impresa
  • vengono inasprite le conseguenze in caso di violazione degli obblighi informativi, rafforzando i presidi di legalità
  • viene introdotto un punteggio premiale per le imprese che mantengono il Rating in modo continuativo, riconosciuto in caso di rinnovo per almeno tre volte consecutive
  • l’attestato di attribuzione del Rating viene rilasciato anche in lingua inglese, per facilitarne l’utilizzo nei rapporti internazionali

Dal punto di vista operativo, sono stati introdotti nuovi formulari e modelli disponibili sulla piattaforma Webrating e sul sito dell’Autorità. È inoltre prevista una fase transitoria: le imprese con domande pendenti possono rinnovarle entro il 15 aprile 2026, mentre quelle già titolari di Rating al 16 marzo 2026 devono comunicare eventuali variazioni rilevanti entro il 15 maggio 2026.

Queste modifiche rendono il sistema più rigoroso e strutturato, riducendo la possibilità di aggirare i requisiti attraverso operazioni formali e rafforzando il valore del Rating nei rapporti con banche, Pubblica Amministrazione e strumenti di finanza agevolata.

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