È prevista una deduzione fiscale maggiorata del 110% delle spese sostenute nello svolgimento di attività di ricerca e sviluppo in relazione a beni immateriali giuridicamente tutelabili.
La deduzione genera un risparmio d’imposta del 30,7%.
Si rivolge a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dimensione o settore produttivo di appartenenza.
Sono agevolabili le spese di ricerca, sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica riguardanti:
a) software protetti da copyright;
b) brevetti industriali;
c) disegni e modelli;
d) due o più beni immateriali tra quelli indicati nelle precedenti lettere da a) a c), collegati tra loro da un vincolo di complementarità.
Le spese ammissibili:
È necessario che i beni siano impiegati nello svolgimento della propria attività di impresa, direttamente e/o indirettamente. Sono ammesse le attività svolte dall’investitore mediante contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, nonché con società diverse da quelle che, direttamente o indirettamente, controllano l’impresa. In questo caso le attività devono esser svolte sotto la direzione tecnica dell’investitore attraverso il proprio personale.
MECCANISMO DI PREMIALITÀ: nel caso in cui la concessione del titolo di proprietà intellettuale sia avvenuta nel 2022, possono essere agevolate le spese sostenute negli otto periodi d’imposta precedenti alla registrazione.
L’incentivo è cumulabile con il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, ma i costi devono essere rideterminati al netto del risparmio d’imposta connesso al regime agevolativo Patent Box.